Potrebbero aumentare i tumori al colon per gli Under 50

Bisogna approfondire il tema dei tumori al colon. L’incremento dei tumori tra la popolazione di età inferiore ai cinquant’anni rappresenta una delle sfide più urgenti della medicina moderna. Dati clinici e registri oncologici segnalano una tendenza preoccupante: le neoplasie del colon potrebbero registrare un aumento fino all’80%, accompagnate da una crescita significativa anche nei casi di tumori al pancreas e al polmone tra i giovani.

tumori al colon

Occhio all’aumento dei tumori al colon per gli Under 50

Questo fenomeno, definito a comparsa precoce o early onset, è al centro di una vasta attività di ricerca che vede in prima linea istituzioni come il Policlinico Universitario Gemelli di Roma. Le ragioni dietro questa crescita non sono ancora del tutto chiare, ma gli esperti hanno identificato diversi fattori determinanti. Un ruolo cruciale è attribuito allo stile di vita contemporaneo, con particolare riferimento al consumo massiccio di alimenti ultra-processati.

Tali abitudini alimentari sono particolarmente incisive nei primi dodici anni di vita, periodo fondamentale per la formazione di un microbiota sano. A ciò si aggiungono i fattori di rischio tradizionali come l’obesità, il sovrappeso e il diabete, che alimentano uno stato di infiammazione cronica capace di favorire la carcinogenesi. Le nuove frontiere della ricerca pongono inoltre l’accento su minacce emergenti, quali l’esposizione alle microplastiche e l’azione di specifiche tossine batteriche, come la colibactina, che sembrano legate alla progressione tumorale.

In risposta a questo scenario, la prevenzione sta subendo una trasformazione necessaria. Il Consiglio d’Europa ha già suggerito di anticipare gli screening oncologici per il colon e la mammella, una direzione già intrapresa da alcune regioni italiane tramite progetti pilota. Il Policlinico Gemelli, che ogni anno assiste oltre 64mila pazienti, ha strutturato la propria strategia per i prossimi cinque anni su tre pilastri fondamentali per contrastare la malattia. Il primo pilastro riguarda l’evoluzione della diagnostica attraverso un approccio multiomico.

L’obiettivo è integrare dati genomici, proteomici e metabolomici per superare la frammentazione delle informazioni e offrire terapie sempre più personalizzate. La seconda direttrice si focalizza sullo sviluppo di trattamenti innovativi, che spaziano dai farmaci immunoterapici agli anticorpi coniugati, fino ai futuri vaccini terapeutici.

Questo sforzo include una collaborazione multidisciplinare tra oncologi, chirurghi e radioterapisti per gestire anche scenari complessi come le malattie oligometastatiche. Infine, l’uso dei big data rappresenta il terzo elemento chiave: l’enorme patrimonio di informazioni cliniche raccolte nel tempo permette di alimentare la ricerca di precisione, migliorando costantemente l’efficacia dei percorsi di cura.

La scienza e la medicina si sono attivate per provare a contrastare questo dato davvero allarmante, ma chiaramente è opportuno che i giovani si autoresponsabilizzino sull’alimentazione quotidiana. Tutto parte da ciò che mangiamo ed è sempre consigliabile seguire una dieta sana ed equilibrata, evitando il cosiddetto cibo spazzatura.

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