#Bastatacere, un evento social per denunciare abusi durante il parto

di Pina Commenta

L’11 marzo 2016 è stata depositata una proposta di legge “Norme per la tutela dei diritti della partoriente e del neonato e per la promozione del parto fisiologico” da parte dell’On. Adriano Zaccagnini. L’obiettivo è quello di tutelare tutte le donne e soprattutto quelle che hanno dato alla luce un bambino. #bastatacere la campagna. 

Si chiama #bastatacere ed è una campagna di sensibilizzazione contro gli abusi subiti dalle donne durante il parto. Ecco la lunga descrizione proposta su Facebook.

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Le donne e utenti dell’assistenza alla maternità sono escluse dalle decisioni sul percorso nascita e sulle politiche sanitarie che riguardano il loro corpo e i loro bambini. Le loro voci non vengono ascoltate, eppure esse descrivono un quadro preoccupante in cui emerge che nell’assistenza alla nascita in Italia i diritti fondamentali e costituzionali non vengono rispettati. Se durante l’assistenza al parto avete vissuto esperienze di abuso, maltrattamenti o violenza, vi chiediamo di:

• scrivere la vostra esperienza in un foglio (anonimo, senza riferimenti alle persone e/o luoghi precisi) intitolandolo #bastatacere
• farvi un auto-scatto con il foglio (senza viso) (vedi iniziative simili qui e qui)
• postarla sulla pagina Facebook creata appositamente per l’iniziativa …….
• farla girare nei social network con l’hashtag #bastatacere
• a partire dalla data 4 aprile 2016 per 15 giorni.

L’11 marzo 2016 è stata depositata una proposta di legge “Norme per la tutela dei diritti della partoriente e del neonato e per la promozione del parto fisiologico” da parte dell’On. Adriano Zaccagnini.  La proposta propone il rispetto dei fondamentali diritti umani della madre e delle persone che nascono perché garantire i diritti significa anche garantire sicurezza e salute. Si tratta di una proposta che mette la madre e il bambino al centro.

Nessuna legge sulla nascita deve prescindere dal rispetto dei diritti fondamentali e costituzionali delle persone assistite e gli utenti hanno il diritto di partecipare attivamente all’assistenza sanitaria a loro fornita e alle politiche sulla salute.

La proposta di legge introduce il reato di violenza ostetrica in seguito alla recente dichiarazione dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS 2014) su “La Prevenzione ed eliminazione dell’abuso e della mancanza di rispetto durante l’assistenza al parto presso le strutture ospedaliere”. Tale dichiarazione evidenzia quali siano i trattamenti che le donne subiscono durante l’assistenza al parto e in particolare:

• l’abuso fisico diretto
• la profonda umiliazione e l’abuso verbale
• procedure mediche coercitive o non acconsentite (inclusa la ste- rilizzazione)
• la mancanza di riservatezza
• la carenza di un consenso realmente informato
• il rifiuto di offrire un’adeguata terapia per il dolore
• gravi violazioni della privacy
• il rifiuto di ricezione nelle strutture ospedaliere
• la trascuratezza nell’assistenza al parto con complicazioni altrimenti evitabili che mettono in pericolo la vita della donna
• la detenzione delle donne e dei loro bambini nelle strutture dopo la nascita connessa all’impossibilità di pagare
• inoltre, adolescenti, donne non sposate, donne in condizioni socio-economiche sfavorevoli, donne appartenenti a minoranze etniche, o donne migranti e donne affette da HIV sono particolarmente esposte al rischio di subire trattamenti irrispettosi e abusi.