Cos’è la Sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie?

di Pina Commenta

Immaginate di vedere le vostre mani improvvisamente molto più grandi di prima e l’arredamento della vostra stanza talmente piccolo da stare in una casa delle bambole. Non si tratta di un sogno ma di come appare il mondo a chi soffre della Sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie, che percepiscono queste sensazioni di crescita e contrazione, legate a persone e oggetti come molto, molto reali.

L’AIWS (Alice in Wonderland Syndrome) è una condizione neurologica che colpisce la percezione e si verifica soprattutto nei bambini. Non è stato scritto molto su questa sindrome ma gli esperti ritengono che sia più diffusa di quanto si possa pensare.

Le persone affette da AIWS di solito fanno esperienza di una combinazione di percezioni alterate (metamorfopsia): oggetti o di persone che sembrano essere più piccoli (micropsia) o più grandi (macropsia) del normale, vedere oggetti o persone più vicino a loro (pelopsia) o più lontano (teleopsia).

Il nome della sindrome è stato assegnato dallo psichiatra John Todd, che fece una pubblicazione nel 1955 definendo questa misteriosa condizione Sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie, proprio come la protagonista dell’opera dello scrittore Lewis Carroll. La protagonista del romanzo, infatti, finisce in un mondo particolare in cui vive continue fluttuazioni morfologiche che coinvolgono lei e chi le sta intorno.

È difficile fare una diagnosi di questa sindrome, perché non è evidente da uno screening del cervello una volta che l’episodio è passato. Bisogna fare una scansione durante uno di questi episodi e così si può rilevare che c’è un’attività elettrica che causa un anormale flusso sanguigno al cervello, nelle zone che controllano la visione e l’elaborazione di forme e dimensioni, spesso anche la percezione del tempo.

Come dicevamo è molto comune nei giovanissimi con episodi per lo più innocui, che tendono a sparire nella tarda adolescenza. In genere si verificano durante la notte, probabilmente perché innescati da variazioni sensoriali (la mancanza di luce e rumori) o da cambiamenti chimici nel cervello prima del sonno.

Non esiste una vera e propria cura ma i ricercatori ritengono che sia importante intervenire sulle cause. Queste possono essere legate a problemi di emicrania, epilessia o infezioni virali e un episodio può essere proprio l’avvertimento della comparsa di emicrania.

Photo Credits |Larissa Kulik/ Shutterstock

 

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