HIV e il male invisibile

di Redazione Commenta

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Di HIV non si parla più molto, sembra un argomento sparito anche dai notiziari e dai giornali. Sicuramente sono stati fatti molti passi avanti rispetto a quando l’HIV era definito il male del secolo e che oggi, grazie ai farmaci anti-retrovirali, sembra essere retrocesso ad una sorta di malattia cronica con la quale si può convivere.

Passi avanti sono stati fatti anche grazie all’uso delle cellule staminali usate già nel 2007 per Timothy Brown che aveva dovuto sottoporsi ad un trapianto di midollo osseo per una leucemia che non si riusciva a curare con al chiemioterapia.

Oggi si ritorna a parlare di HIV purtroppo per una notizia che ha lasciato spiazzati i ricercatori americani del Brigham and Women’s Hospital che avevano curato, tra il 2008 e il 2010, due pazienti sieropositivi da un linfoma. La cura aveva previsto, anche per loro, il trapianto del midollo osseo. Per entrambi i pazienti dopo qualche mese il linfoma risultava debellato così come l’hiv. Non si rintracciava presenza del virus nel sangue.

La scoperta aveva portato i pazienti ad interrompere la terapia farmacologica. Purtroppo si è verificato che l’HIV è risultato nuovamente rintracciabile, in un paziente, dopo 12 settimane e nell’altro dopo 32 settimane circa.

La parziale scomparsa del virus sembrerebbe attribuibile  ad un effetto collaterale del trapianto. Tale effetto riguarda l’ “attacco” al sistema immunitario del paziente da parte delle cellule staminali trapiantate. Questo fenomeno sarebbe la causa dell’eliminazione temporanea delle cellule infettate dall’HIV che si sarebbe però ripresentato perché “nascosto” in qualche parte dell’organismo.

La triste notizia è stata accompagnata anche dalla speranza che si possano in futuro realizzare dei test più affidabili nella identificazione dell’HIV che sembra poter resistere anche al di là delle tracce evidenti nei vasi sanguigni.

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