La sclerosi multipla, una malattia con molte facce, cos’è e gli esami clinici da fare

di Mariella Commenta

La forma più comune di sclerosa multipla è quella chiamata recidivante intermittente e si presenta inizialmente nell’85 per cento dei casi. È riconoscibile dal fatto che i nuovi sintomi si manifestano in modo del tutto inaspettato oppure quelli che già ci sono imprevedibilmente peggiorano. Un’altra forma è quella secondaria progressiva. È un’evoluzione della malattia: nel 90 percento dei casi infatti riguarda malati che hanno la forma recidivante intermittente. Dopo ogni attacco i recuperi sono incompleti e anche nei periodi senza crisi c’è un peggioramento.

Colpiscono invece il 10 per cento dei malati la forma primaria progressiva, che consiste in un costante peggioramento dei sintomi e la forma benigna, che la caratteristica di avere recuperi completi dopo ogni attacco. Quest’ultima non porta mai a disabilità permanente. I formicolii a mani, braccia e gambe sono i sintomi che colpiscono in particolare i giovani.

Per la diagnosi non solo ecodoppler
L’ecodoppler serve solamente per verificare la presenza o meno della malformazione vascolare nei malati di sclerosa multipla. Non è poco, ma in sostanza è come se venisse reso chiaro solamente un tassello del puzzle. Per scovare gli altri tasselli, cioè gli altri danni causati dalla malattia, sono necessari altri esami. Se vengono eseguiti all’interno di un Centro specializzato nella diagnosi e nella cura della sclerosa multipla si paga solamente il ticket.

L’esame principale è la risonanza magnetica nucleare che individua, in caso di malattia, le zone del cervello colpite. Ogni attacco infatti lascia lesioni simili a cicatrici. Con questo esame è inoltre possibile distinguere le lesioni più recenti da quelle presenti da più tempo. Altri test utili sono quelli del fluido cerebrospinale e dei potenziali evocati. Il primo consiste nel prelevare dalla zona lombare un po’ di liquido cerebrospinale: se è presente la sclerosa multipla, se ne trovano tracce in questo liquido. Il secondo invece è un esame simile all’encefalogramma e viene effettuato tramite apparecchiature che valutano in tempo reale l’attività dei collegamenti tra le diverse aree del cervello e gli organi di senso o i muscoli.

I sintomi della sclerosi multipla
Sono molti i disturbi della sclerosa multipla, i principali sono la fatica, i problemi visivi e quelli urinari,le anomalie sensitive e motorie. Questi sintomi possono essere presenti da soli oppure in associazione, manifestarsi di colpo oppure progredire nel tempo. Il disturbo principale a tutte le età è sicuramente la fatica che è presente in circa l’85 per cento dei casi. Talvolta è così intensa da rendere difficile lavorare, uscire con gli amici e svolgere anche le più banali attività. Nei giovani, in genere i campanelli d’allarme più frequenti sono i problemi visivi: nella fascia tra i 20 e i 40 anni colpiscono circa la metà di chi ha la sclerosa multipla. Si presentano con annebbiamento della vista causata dall’infiammazione del nervo ottico e visione sdoppiata. Questi problemi si manifestano di colpo, hanno un picco nell’arco di qualche giorno e in genere migliorano nel giro di due tre mesi. Sempre fra i giovani sono i disturbi sensitivi. Ci sono un calo di sensibilità (per cui per esempio non si avverte la puntura di uno spillo a un dito), formicolii, intorpidimento delle mani e dei piedi, fino ad arrivare ad avvertire un dolore continuo. In chi invece è colpito in un’età più adulta, cioè intorno ai 35-40 anni, possono presentarsi con più frequenza i disturbi motori e l’ipostenia, cioè una diminuzione nella forza degli arti.

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