Spesa ecologica con i Gas: più qualità e risparmio

di Mariella Commenta

Contro il caro-vita alcuni consumatori si sono uniti. Come fa la spesa a diventare ecologica e meno cara? Con i Gas: i gruppi di acquisto solidali. C’è chi compila la lista di ciò che serve, chi compra i prodotti e chi divide e consegna gli acquisti. Ognuno ha un proprio ruolo all’ interno dei Gas, associazioni di persone che condividono il momento della spesa. All’ inizio si aderisce soprattutto per risparmiare, ma poi il Gas condiziona in senso positivo le abitudini delle famiglie. Oggi infatti si contano più di 300 gruppi che nel carrello della spesa, oltre ai prodotti, infilano anche il rispetto per la sostenibilità ambientale e la solidarietà sociale. Fare la spesa con i Gas significa portare a tavola cibi più semplici e salutari, che privilegiano i bisogni comuni di una sana alimentazione piuttosto che gli sfizi personali. L’ acquisto solidale elimina il superfluo, inoltre i Gas dialogano direttamente col produttore. Stando agli ultimi dati Istat, a gennaio i prezzi dei generi alimentari sono lievitati del 2,9%. Solo il costo del pane è salito del 12,3% e quello della pasta del 10%. I Gas, da questo punto di vista, sono nuove iniziative che aiutano a risparmiare sulla spesa e a mangiare sano: con i Gas più si è e meno si spende. Basta mettersi in un gruppo d’ acquisto che compra alimenti da piccoli produttori e consorsi agricoli, spuntando così prezzi più bassi del 40% circa. Ovviamente il risparmio dipende anche dalla quantità di merce acquistata, ecco perchè conviene associarsi ad un gruppo d’ acquisto grande, dai 30 soci in sù. Alcuni esempi? Per un litro d’ olio extravergine si pagano 6 euro, un chilo di riso costa 1,80 euro e la mozzarella è venduta a 9,20 euro al chilo. Cifre nette, perchè da quest’ anno sulle spese fatte da un gruppo d’ acquisto non si paga più l’ Iva. Un buon indirizzo per cercarne uno è: www.retegas.it.

Per comprare cibi genuini, si sa, bisogna andare dal contadino. Adesso, oltre ai Gas, ci sono anche i Farmet Market: gli agricoltori stessi arrivano sotto casa e ofrono i loro prodotti in veri e propri mercatini nei centri cittadini. Qui si fa la spesa direttamente dai produttori e il costo è del 30-50% in meno rispetto al supermercato. A confermarlo è Marco Bulfon, presidente di Altroconsumo (associazione dei consumatori). Tutti i comuni possono avviare questi mercati con cadenza giornaliera, settimanale o mensile. Per ora, sono Taranto, Bari, Potenza, Pistoia, Torino e Trento ad averli attivati. Ma secondo la Coldiretti, entro la fine del 2008 se ne prevedono 400 in tutta Italia. Per conoscere l’ indirizzo del Farmet Market più vicino si può andare su: www.campagnamica.it

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