Energia alternativa: idrogeno eco-compatibile

di Mariella Commenta

 Telefonini alimentati da celle ad alcol o glicerolo vegetale, celle che utilizzano bio-combustibili, batteri prodotti dai rifiuti e dalle acque reflue che generano energia pulita. Sono alcune novità proposte dal Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche) all’ Energethica di Genova per la promozione dell’energia sostenibile. Per produrre idrogeno a basso impatto ambientale, i ricercatori dell’ Istituto di chimica biomolecolare (Icb) del Cnr di Pozzuoli (Napoli) hanno utilizzato il batterio Thermotoga neapolitana, un microrganismo marino isolato da fumarole a largo di Pozzuoli, in grado di sopravvivere a temperature molto alte. Agata Gambacorta e Angelo Fontana dell’Icb-Cnr spiegano che: “permette l’uso dei derivati di rifiuti organici come materiale di partenza, contribuendo a risolvere lo smaltimento in maniera diretta ed eco-compatibile. Inoltre, la biomassa può essere utilizzata per produrre bio-molecole utili all’industria farmaceutica”. L’ idrogeno ottenuto, sotto forma gassosa, potrà essere trasformato in energia elettrica attraverso innovative celle a combustibile predisposte dall’Istituto di chimica dei composti organometallici (Iccom) del Cnr di Sesto Fiorentino (Firenze). “Le celle da noi realizzate consentono di ottenere energia non solo da idrogeno ma anche da bio-combustibili rinnovabili”, afferma Francesco Vizza, ricercatore Iccom-Cnr. Nel corso della manifestazione di Energethica sono stati anche illustrati i risultati di un esperimento di risparmio energetico che ha coinvolto tutti gli Istituti dell’area di ricerca del Cnr di Firenze: circa 23.000 m2 distribuiti su 5 edifici, con più di 200 laboratori. “L’ottimizzazione energetica degli impianti di climatizzazione e la razionalizzazione dell’illuminazione”, prosegue Daniele Alderighi, co-responsabile dello studio, “hanno consentito nel 2007 una riduzione del 17%, corrispondente in termini energetici a 675.000 kWh, in termini economici a 95.000 euro e in termini ambientali a 470 tonnellate di CO2 non emesse”.

Il convegno “ Idrogeno: quale futuro ” ha messo a fuoco altri aspetti legati all’impiego dell’ idrogeno in campo energetico, come quelli nel campo delle biotecnologie studiati dall’Istituto per lo Studio degli Ecosistemi (Ise) del Cnr di Firenze. “Stiamo selezionando ceppi di microalghe, utilizzando l’energia luminosa assorbita dal loro apparato fotosintetico per produrre idrogeno”, spiega Giuseppe Torzillo dell’Ise-Cnr.

Per risolvere i problemi di sicurezza e di ingombro legati al trasporto dell’ idrogeno, attualmente effettuato con bombole ad alta pressione, l’Istituto dei sistemi complessi (Isc) del Cnr di Sesto fiorentino (Fi) sta lavorando sui clatrati-idrati. “L’ idrogeno, in forma molecolare, è intrappolato in gabbie di ghiaccio (a circa-140 ºC) di dimensioni nanometriche, e resta all’interno del composto fintanto che la temperatura resta bassa”, spiega Lorenzo Ulivi, ricercatore Isc-Cnr. I ricercatori dell’Isc-Cnr stanno studiando come riuscire ad ‘intrappolare’ la maggior quantità possibile di idrogeno.

Per informazioni: Area della ricerca Cnr Sesto Fiorentino (Firenze) tel 055 5225010

Fonte: Comunicato Stampa CNR

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