Tecnologia applicata: diagnosi accelerata per il tumore al seno
Entro quest’ anno partirà, su un migliaio di pazienti, una nuova sperimentazione clinica per la diagnosi del tumore al seno supportata dal Cad-Breast Mri, tecnologia della im3D applicata alla risonanza magnetica. Il sistema è in grado di identificare in automatico le lesioni sospette. Tra i possibili benefici ci sono il miglioramento dei tempi di diagnosi e una riduzione delle biopsie. A confermarlo è Laura Martincich, radiologa dell’ Unità diagnostica dell’ Istituto di ricerca e cura del tumore di Candiolo (Torino), che sarà una delle coordinatrici della sperimentazione. Il sistema analizzerà in maniera innovativa la differente vascolarizzazione esistente fra lesioni benigne e maligne, con la potenzialità di rendere più facilmente riconoscibili i tumori mammari alla risonanza magnetica. Se questi presupposti verranno confermati, si potrà utilizzare questa innovazione, frutto della ricerca italiana, nella pratica clinica.
Di nuovo allarme smog: “Frosinone, Torino, Cesena, Modena e Lucca sono le prime città italiane fuorilegge del 2008. Per colpa dello smog. E dell’incapacità delle amministrazioni locali di attuare serie misure anti-inquinamento”. E’ la dura accusa di Legambiente all’amministrazione pubblica per la situazione dell’inquinamento dell’aria nelle città italiane. Secondo i dati registrati dalle centraline di monitoraggio della qualità dell’aria, aggiornati al 19 febbraio 2008 il quadro dei primi 51 giorni dell’anno è già allarmante: 40 giorni di superamento a Frosinone e Torino, 38 giorni a Cesena, 36 a Modena e Lucca contro i 35 giorni all’anno consentiti dalla legge. E non solo: altre 10 città hanno già raggiunto o oltrepassato 30 giorni di superamento del limite medio giornaliero per le polveri sottili, apprestandosi anch’esse a superare presto il tetto massimo. Il PM10 non cala. L’emergenza non cambia, i problemi rimangono gli stessi e i provvedimenti adottati nel tentativo di risolverli pure. Purtroppo non aiuta una normativa europea che fissa precisi standard di qualità dell’aria. Attualmente, infatti, non è presente un sistema sanzionatorio utile a spronare gli amministratori ad attuare interventi realmente efficaci per migliorare la qualità dell’aria. “La situazione è preoccupante, e non solo per il numero elevato di superamenti e le possibili conseguenze sulla salute dei cittadini, ma anche per la disperante cronicità con cui si ripropone l’allarme” – ha commentato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente.
Loading ...