Respirazione Yoga - Le quattro fasi del Benessere
Respirazione Yoga - Le quattro fasi del Benessere
La parola sanscrita sukha indica qualcosa di attinente al piacere alla gioia o alla felicità. La traduzione corretta di Sukha pranayama potrebbe essere: controllo (ayama) del soffio vitale (prana) in modo piacevole o anche facile (sukha), mentre correntemente sono utilizzati i termini respirazione piacevole o facile.
Gli esercizi di respirazione yoga devono essere eseguiti senza sforzo eccessivo e con dolcezza. Per praticare il pranayama durante le sedute di yoga, in generale, si sceglie una posizione di meditazione come il loto (padma-asana) o la postura del perfetto yogin (siddha-asana) in caso di difficoltà, tuttavia, piuttosto che non praticare, si può stare seduti normalmente, anche su una sedia.
Importante però è avere colonna vertebrale, collo e testa ben allineati in verticale e una volta ottenuta la migliore posizione possibile è bene rimanere immobili fino al termine della pratica.
Un atto respiratorio completo consta di tre fasi: inspirazione (puraka), ritenzione (kumbhaka) ed espirazione (recaka).
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Scegliete un posto tranquillo all’ aperto, sedetevi in serena solitudine, lasciate che l’ aria entri nel vostro corpo e nutra tutte le vostre cellule, lo stress accumulato nei mesi invernali sarà solo un ricordo! L’ educazione del respiro nello yoga è sempre stata la base del benessere. Nel delicato passaggio tra inverno e primavere capita di sentirsi stanchi e appesantiti. Certo, abbiamo alle spalle molti mesi di lavoro, ma non si tratta solo di spossatezza fisica: gli impegni da sostenere spesso portano a creare delle corazze difensive che consentono di evitare numerose difficoltà quotidiane, ma che a lungo andare impediscono di esprimere liberamente quello che siamo togliendoci energia. A questo si può controbilanciare usando uno strumento: il nostro respiro. Respirare colma di vitalità e benessere, per questo nello yoga c’ è un sistema di tecniche chiamate Pranayama (significa dominio dell’ energia vitale) che ha l’ obiettivo di rigenerarci facendo entrare nei polmoni la massima quantità di ossigeno possibile. A questo scopo, una delle tecniche attualmente più interessanti è il Sudarshan Kriya, ideata dal maestro Sri Sri Ravi Shankar e ormai diffusa in 140 paesi del mondo. Il motivo del suo successo è la capacità di conciliare yoga e ritmi della vita moderna, grazie a una forma di respirazione ciclica che, associata all’ emissione di suoni e mantra, in soli 10-15 minuti al giorno consente di ricaricarsi totalmente. Dopo aver appreso le tecniche di base è possibile gestirsi in piena autonomia (per maggiori informazioni si può consultare il sito 
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