Dieta sballata e vita sedentaria portano all’ osteoporosi giovanile nelle donne già a 30 anni. Emergenza giovanissime

Dieta sballata e vita sedentaria portano all’ osteoporosi giovanile nelle donne già a 30 anni. Emergenza giovanissimeDieta sballata e vita sedentaria portano all’ osteoporosi giovanile nelle donne già a 30 anni. Emergenza giovanissime

Vita sedentaria, dieta sballata e ci si ritrova già a 30 anni con le ossa di una sessantenne: è la nuova emergenza giovanissime. L’ apparato scheletrico femminile è più esile e fragile: gli uomini hanno una massa ossea maggiore delle donne.
L’ evento chiave per la donna è la menopausa: la mancanza di estrogeni in menopausa accelera nella donna la perdita di massa ossea. Oggi però è comparsa una nuova categoria a rischio: le giovanissime. Le cause sono: dieta squilibrata, poco movimento, consumo precoce di alcol e fumo. Molte ragazze seguono diete dimagranti troppo rigide e poco equilibrate che negano all’ organismo sostanze indispensabili per costruire lo scheletro, ed è proprio qui che si gettano le basi del rischio osteoporosi: tra gli 11 e i 13 anni la quantità di osso accumulato è pari a quella che sarà persa nei 30 anni successivi alla menopausa.
Il picco di massa ossea infatti, cioè la quantità massima di osso che si può mettere da parte per il resto della vita, si raggiunge entro i 30 anni di età.
L’ adolescenza dovrebbe accompagnarsi ad un aumento di peso perchè gli estrogeni favoriscono l’ accumulo di grasso fisiologico; al contarrio oggi molte teenager sono sottopeso e alla Moc (l’ esame che misura la densità ossea) rivelano ossa da sessantenni, lo conferma Maria Luisa Brandi, presidente della Fondazione Italiana per la ricerca sulle malattie dell’ osso (Firmo - www.fondazionefirmo.it).
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L’ importanza della vitamina D contro diabete, osteoporosi e sclerosi multipla. Il dibattito sull’ esposizione al sole

L’ importanza della vitamina D contro diabete, osteoporosi e sclerosi multipla. Il dibattito sull’ esposizione al soleL’ importanza della vitamina D contro diabete, osteoporosi e sclerosi multipla. Il dibattito sull’ esposizione al sole
La questione dei danni provocati dal sole sta diventando un dibattito sempre più acceso soprattuto negli Stati Uniti dove sono in aumento le patologie legate alla carenza della vitamina D che si forma proprio grazie ai raggi Uvb e all’ esposizione al sole e aiuta a prevenire le malattie cardiache, agevola l’ assorbimento del calcio, contribuisce al buon funzionamento del sistema immunitario. Al contrario, un deficit della vitamina D può causare debolezza muscolare, diabete e osteoporosi.
L’ industria delle protezioni solari fa bene ad educare le persone sugli aspetti negativi del sole ma c’è anche il rovescio della medaglia, perchè le esposizioni al sole fanno anche molto bene.
Da una ricerca statunitense emerge infatti che i bambini esposti al sole estivo per una media di 3-4 ore al giorno hanno un terzo di possibilità in meno di ammalarsi di sclerosi multipla, come riporta il volume 237 del British Medical Journal.
L’ esposizione al sole infatti regala la vitamina D; per integrarla solo mangiando dovremmo abbuffarci di salmone circa 4 volte a settimana o bere 10 bicchieri di latte al giorno, lo conferma Michael Holick, autore del libro The Uv Advantage (www.uvadvantage.com) dove spiega: una protezione solare 8 riduce del 95% la capacità di creare vitamina D dall’ esposizione al sole; per questo bisognerebbe godersi il sole per 5-10 minuti senza protezione solare in modo da favorire la formazione della vitamina D, e poi spalmarsi la protezione solare adeguata.
Quindi basta esporre il 10% del corpo al sole per qualche minuto due volte a settimana senza protezione per fare il pieno di vitamina D.
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