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Grano Saraceno: il falso grano che non contiene glutine. Perfetto per i celiaci

Grano Saraceno: il falso grano che non contiene glutine. Perfetto per i celiaciIl grano saraceno non ha nulla a che vedere con il grano pur appartenendo alla famiglia delle poligonacee, un legume a tutti gli effetti. Le proteine del grano saraceno hanno un elevato valore biologico e contengono gli otto amminoacidi essenziali in proporzione ottimale, a differenza dei cereali veri e propri che contengono poca lisina, come riso e miglio.

Le sue origini del grano saraceno sono asiatiche, a conoscere per primi il grano saraceno è stata l’ Europa dell’ est, dove viene utilizzato per cucinare deliziosi porridge o accompagnare i secondi piatti, in Italia è arrivato nel 1600 in Valtellina dove si utilizza la farina nera per squisiti piatti tipici molto conosciuti, dai pizzoccheri alla polenta taragna, passando per varie specialità di dolci.

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Publiredazionale. Diagnosi celiachia: brevetto europeo all’ italiana Eurospital

Publiredazionale. Diagnosi celiachia: brevetto europeo all’ italiana EurospitalEurospital, azienda farmaceutica di Trieste leader nella diagnostica della celiachia a livello europeo, si è vista riconoscere in via definitiva la validità del brevetto europeo per l’ utilizzo della transglutaminasi tissutale per la diagnosi della malattia celiachia. L’ EPO, ufficio brevetti europeo, a conclusione di una procedura legale durata 12 anni, ha concluso a favore dell’ azienda italiana, l’ iter per il riconoscimento del brevetto.

Eurospital è titolare di diritti esclusivi di licenza d’ uso su tale brevetto, che protegge l’ invenzione degli scienziati tedeschi D. Schuppan e W. Dieterich che utilizza l’ identificazione dell’ auto antigene transglutaminasi tissutale (tTG) al fine di diagnosticare la malattia celiaca.

Il sistema per la determinazione degli anticorpi anti-tTG è stato sviluppato e validato prima da Eurospital e successivamente presso i più prestigiosi Centri Internazionali che si occupano di malattia celiaca. Il sistema anti-transglutaminasi Eurospital è stato utilizzato nel progetto europeo ‘Valutazione della prevalenza della malattia celiaca ed i suoi componenti genetici nella popolazione Europea’ che ha effettuato uno screening su una popolazione di più di 29000 soggetti provenienti da vari centri europei.

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Celiachia: i sintomi dell’ intolleranza al glutine

celiachia-i-sintomi-dell-intolleranza-al-glutine.jpgUn fastidioso gonfiore persistente dopo ogni pasto, un disturbo gastrointestinale che non vuole andare via: sono questi i segnali più conosciuti della celiachia, l’ intolleranza permanente al glutine che determina un’ infiammazione cronica e il progressivo danneggiamento della mucosa intestinale. In Italia sanno di esserlo 75.000 persone, ma circa 500.000 aspettano ancora la giusta diagnosi: l’ iter diagnostico dei pazienti parte quasi sempre dal medico di medicina generale, soprattutto nel caso di pazienti adulti. Tuttavia, se i malesseri tipici sono facilmente identificabili e noti, non sempre i segnali della celiachia sono così chiari ed evidenti.

I SINTOMI DELLA CELIACHIA
I sintomi della celiachia possono essere infatti estremamente vari, e in alcuni casi, a prima vista assenti. Accanto alla sintomatologia gastrointestinale più evidente esiste una enorme varietà di sintomi extraintestinali, che generalmente si presentano in età adulta, come la dermatite erpetiforme, la poliabortività, l’ osteoporosi. Solo un ascolto attento e profondo, al momento dell’ anamnesi, ai disturbi del paziente può far comprendere al medico di famiglia che si possa trattare proprio di intolleranza al glutine.
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Intolleranze alimentari: la diagnosi con Cytotest, test di biorisonanza e test kinesiologico

intolleranze-alimentari-la-diagnosi-con-cytotest-test-di-biorisonanza-e-test-kinesiologico.jpgLe intolleranze alimentari comprendono un insieme di disturbi di natura diversa, a carico di vari organi, conseguenti all’ indigestione di determinati cibi. Le manifestazioni sono variabili da soggetto a soggetto e possono mutare nel tempo nello stesso individuo. Differiscono dalle allergie in quanto non sono dovute a meccanismi di tipo immunitario e regrediscono con la sospensione del cibo responsabile. Le intolleranze alimentari sono causate da carenze enzimatiche, effetti irritativi sulla mucosa intestinale di inquinanti, assunzione di farmaci, modificazione della flora intestinale e dagli effetti della fermentazione di residui alimentari nell’ intestino.

LA DIAGNOSI
Al momento attuale la diagnosi di reazione alimentare avversa è basata, soprattutto per le allergie, su test tradizionali. Maggiori difficoltà presenta la diagnosi di intolleranza alimentare, affidata a test complementari coe biorisonanza, test di citotossicità e test kinesiologico.

CYTOTEST
L’ esame viene effettuato su un campione di sangue prelevato al paziente. Il test si basa sull’ osservazione dei globuli bianchi,messi a contatto con sostanze allergeniche, si riducono. I risultati vengono interpretati in base a 4 livelli di gravità. I cibi risultati positivi vengono eliminati per un periodo di 4 mesi. Il test è ritenuto attendibile, soprattutto nelle forme di intolleranza dovute a defici enzimatico, per cui l’ alimento responsabile determina una sorta di tossicità a livello cellulare.
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Allergie alimentari, pseudoallergie e ipertensione alimentare: cosa sono e quali sono le più diffuse

allergie-alimentari-pseudoallergie-e-ipertensione-alimentare-cosa-sono-e-quali-sono-le-piu-diffuse.jpgLe allergie alimentari sono manifestazioni cliniche dovute all’ effetto du uno o più alimenti che fungono da antigene, capace di scatenare la reazione del sistema immunitario mediante la produzione di anticorpi. Il passaggio attraverso la mucosa intestinale di sostanze potenzialmente allergizzanti non digerite in soggetti geneticamente predisposti comporta un aumento nella produzione di immunoglobine E (IgE) che scatenerà una reazione di tipo allergico.

LE PSEUDOALLERGIE
Si definiscono pseudoallergie le manifestazioni che non sono sostenute da meccanismi immunitari, ma sono causate da deficit enzimatici, per cui l’ alimento ingerito non può più essere utilizzato correttamente dall’ organismo e determina fenomeni di tossicità.

IPERTENSIONE ALIMENTARE
I fenomeni di ipertensione alimentare, invece, sono reazioni anomale che interessano alcuni soggetti molto sensibili all’ istamina, quando ingeriscono alimenti che ne sono particolarmente ricchi. Latte e latticini, soia, uova, arachidi e noci sono gli alimenti più di frequente responsabili di allergie alimentari.
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Asma e allergie: allergie e intolleranze alimentari, allergia agli insetti, allergia ai farmaci, allergia alla polvere

asma-e-allergie-allergie-e-intolleranze-alimentari-allergia-agli-insetti-allergia-ai-farmaci-allergia-alla-polverePolvere, acari e peli di animali domestici possono essere una bomba a orologeria per 10 milioni di allergici, ma anche 3 milioni di asmatici italiani, afflitti da disagi e problemi che interferiscono con la vita di tutti i giorni. E che possono trasformarsi in pericoli mortali: ancora oggi l’ asma è responsabile di oltre 300 morti l’ anno nella Penisola. Questi i numeri diffusi da Sandra Frateiacci, presidente di Federasma Onlus (Federazione italiana associazioni di sostegno ai malati asmatici e allergici).

ALLERGIE, TERZA CAUSA DI MALATTIA CRONICA IN ITALIA
In particolare, l’ allergia costituisce la terza causa di malattia cronica nel nostro Paese, con un’incidenza sempre più elevata fra i giovani e i bambini – aggiunge Floriano Bonifazi, presidente Ifiaci (Federazione italiana delle società immunoallergologiche) e direttore del Dipartimento di medicina interna e malattie immunoallergologiche degli ospedali Riuniti di Ancona - In particolare il 20% dei piccoli in età scolare è particolarmente sensibile alla polvere, al polline e ai derivati epidermici di animali“, cioè la forfora del cane e soprattutto del gatto.

ALLERGIE ALIMENTARI E VELENO DI INSETTI
Mentre il 2-6% della popolazione soffre di allergie alimentari (come l’ 8% dei piccoli sotto i tre anni), e il 3% deve guardarsi dal veleno di insetti.Cifre allarmanti, anche perché gran parte di queste sofferenze e molti decessi potrebbero essere evitati“, sottolinea l’ esperto. “Il 2009 è stato proclamato dall’ Organizzazione mondiale della sanità Anno del respiro. Ci auguriamo – aggiunge la Frateiacci – che i buoni propositi possano finalmente tradursi in realtà. L’ Italia, che ha il triste primato di essere il Paese con la maggior percentuale di asmatici non controllati, deve avviarsi verso una reale tutela dei malati, attraverso la realizzazione di percorsi di effettiva prevenzione e assistenza“.
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Gelato di latte d’ asina per chi soffre di allergie e intolleranze alimentari: le novità in materia di gelati

gelato-di-latte-d-asina-per-chi-soffre-di-allergie-e-intolleranze-alimentari-ecco-le-novita-in-materia-di-gelati-per-il-2009Il gelato al posto del pranzo, ma anche a merenda e dopo cena. Non più solo al cioccolato, alla nocciola o alla crema ma ai gusti di zucchina, radicchio o addirittura di Barolo e Prosecco. Sono sempre di più gli italiani golosi alla ricerca di nuovi gusti in gelateria. Una tendenza che si accentua con l’ arrivo dell’ estate. Ogni anno, stima la Coldiretti, tra adulti e bambini, in Italia si mangiano oltre 15 chili di gelato a persona, per una spesa di 5 miliardi di euro.

AL NORD IL GELATO PIACE DI PIU’
Di questi il 60% va per i gelati artigianali, il 40% per quelli confezionati. La maggior parte dei consumi, il 53,5%, si concentra nelle regioni del Nord così come la presenza di gelaterie: il primato spetta alla Lombardia con 5.848. Al Sud i consumi arrivano al 28,3% e al Centro al 18,1%. Al buon andamento dei consumi inoltre corrisponde l’ incremento delle gelaterie artigiane. In quattro anni infatti sono cresciute dell’8,8% (2.284 nuovi negozi), nel 2008 le gelaterie erano oltre 35.300. I dati, forniti da Confartigianato confermano che il gelato non è più solo un piacere estivo: per oltre il 40% degli italiani, in tutte le stagioni, rappresenta un ottimo sostituto del pasto principale.
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Intolleranze alimentari: due diete per individuare da soli il problema

intolleranze-alimentari-due-diete-per-individuare-da-soli-il-problema.jpgSe la diagnosi e la cura sono di pertinenza medica, possiamo fare da soli qualcosa per individuare un’ intolleranza e ridurne l’ impatto. Basta introdurre qualche piccola variazione nell’ alimentazione quotidiana.
Le intolleranze vanno identificate con test specifici e la terapia va seguita da un medico. Se però soffrite da tempo di disturbi che potrebbero far pensare a un’ ipersensibilità a qualche tipo di alimento (come gonfiore addominale, stanchezza, mal di testa frequenti) potete provare a individuare da soli questo problema.

LA DIETA DELL’ ETA’ DELLA PIETRA
Per 10 giorni mangiate solo cibi naturai, crudi o cotti in maniera elementare: patate, carne (più bianca che rossa), pesce, frutta, verdure ed erbe. Dovrete eliminare latte e latticini, più i cereali e i loro derivati, come pane, pasta e farine: si chiama dieta dell’ età della pietra e ha anche un effetto disintossicante. Dopo 10 giorni, cominciate a reintrodurre, uno per volta, gli alimenti comuni: se un cibo vi provoca reazioni particolari – come mal di testa, gonfiori e nausea -, è possibile che nei suoi confronti si sia sviluppata nel tempo un’ intolleranza.
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Sintomi delle allergie alimentari e delle intolleranze alimentari

Sintomi delle allergie alimentari e delle intolleranze alimentariIn questi ultimi anni, soprattutto nei paesi industrializzati, si è registrato un considerevole aumento delle intolleranze al cibo (intolleranze alimentari). Bisogna però distinguere tra allergie vere e proprie e intolleranze.
COSA SONO LE INTOLLERANZE ALIMENTARI
Le intolleranze alimentari hanno un’ incidenza maggiore rispetto alle allergie, non coinvolgono il sistema immunitario e dipendono dalla difficoltà da parte dell’ organismo di metabolizzare un alimento.
L’ INTOLLERANZA AL LATTOSIO
Un classico esempio di intolleranza alimentare è l’ intolleranza al lattosio caratterizzata dal deficit dell’ enzima lattasi: questo zucchero del latte, quando non viene trasformato in zuccheri assorbibili, rimane nell’ intestino dove fermenta provocando flatulenza, mal di pancia e talvolta anche diarrea. La carenza di lattasi può essere presente fin dalla nascita oppure instaurarsi progressivamente nell’ età adulta quando, venendo a diminuire il latte nella dieta, la quantità di lattasi prodotta si riduce.
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Intolleranza a latte, latticini e yogurt. Cibi sostitutivi che contengono calcio

Intolleranza a latte, latticini e yogurt. Cibi sostitutivi che contengono calcioIntolleranza a latte, latticini e yogurt. Cibi sostitutivi che contengono calcio

Per chi è intollerante al latte, ai latticini e allo yogurt, ci sono altri alimenti in cui si trova il calcio.
Il fabbisogno giornaliero di calcio di un individuo adulto è di circa 800/1000 mg; ecco i cibi in cui si può trovare il calcio per 100 grammi di prodotto:
- 100 grammi di soia contengono 250 mg di calcio
- 100 grammi di mandorle secche contengono 240 mg di calcio
- 100 grammi di ostriche contengono 186 mg di calcio
- 100 grammi di sgombro contengono 185 mg di calcio
- 100 grammi di nocciole contengono 150 mg di calcio
- 100 grammi di cicoria contengono 150 mg di calcio
- 100 grammi di calamari contengono 130 mg di calcio
- 100 grammi di tuorlo d’ uovo contengono 120 mg di calcio

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