Grano Saraceno: il falso grano che non contiene glutine. Perfetto per i celiaci
Il grano saraceno non ha nulla a che vedere con il grano pur appartenendo alla famiglia delle poligonacee, un legume a tutti gli effetti. Le proteine del grano saraceno hanno un elevato valore biologico e contengono gli otto amminoacidi essenziali in proporzione ottimale, a differenza dei cereali veri e propri che contengono poca lisina, come riso e miglio.
Le sue origini del grano saraceno sono asiatiche, a conoscere per primi il grano saraceno è stata l’ Europa dell’ est, dove viene utilizzato per cucinare deliziosi porridge o accompagnare i secondi piatti, in Italia è arrivato nel 1600 in Valtellina dove si utilizza la farina nera per squisiti piatti tipici molto conosciuti, dai pizzoccheri alla polenta taragna, passando per varie specialità di dolci.
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Un fastidioso gonfiore persistente dopo ogni pasto, un disturbo gastrointestinale che non vuole andare via: sono questi i segnali più conosciuti della celiachia, l’ intolleranza permanente al glutine che determina un’ infiammazione cronica e il progressivo danneggiamento della mucosa intestinale. In Italia sanno di esserlo 75.000 persone, ma circa 500.000 aspettano ancora la giusta diagnosi: l’ iter diagnostico dei pazienti parte quasi sempre dal medico di medicina generale, soprattutto nel caso di pazienti adulti. Tuttavia, se i malesseri tipici sono facilmente identificabili e noti, non sempre i segnali della celiachia sono così chiari ed evidenti.
Le intolleranze alimentari comprendono un insieme di disturbi di natura diversa, a carico di vari organi, conseguenti all’ indigestione di determinati cibi. Le manifestazioni sono variabili da soggetto a soggetto e possono mutare nel tempo nello stesso individuo. Differiscono dalle allergie in quanto non sono dovute a meccanismi di tipo immunitario e regrediscono con la sospensione del cibo responsabile. Le intolleranze alimentari sono causate da carenze enzimatiche, effetti irritativi sulla mucosa intestinale di inquinanti, assunzione di farmaci, modificazione della flora intestinale e dagli effetti della fermentazione di residui alimentari nell’ intestino.
Le allergie alimentari sono manifestazioni cliniche dovute all’ effetto du uno o più alimenti che fungono da antigene, capace di scatenare la reazione del sistema immunitario mediante la produzione di anticorpi. Il passaggio attraverso la mucosa intestinale di sostanze potenzialmente allergizzanti non digerite in soggetti geneticamente predisposti comporta un aumento nella produzione di immunoglobine E (IgE) che scatenerà una reazione di tipo allergico.
Polvere, acari e peli di animali domestici possono essere una bomba a orologeria per 10 milioni di allergici, ma anche 3 milioni di asmatici italiani, afflitti da disagi e problemi che interferiscono con la vita di tutti i giorni. E che possono trasformarsi in pericoli mortali: ancora oggi l’ asma è responsabile di oltre 300 morti l’ anno nella Penisola. Questi i numeri diffusi da Sandra Frateiacci, presidente di Federasma Onlus (Federazione italiana associazioni di sostegno ai malati asmatici e allergici).
Il gelato al posto del pranzo, ma anche a merenda e dopo cena. Non più solo al cioccolato, alla nocciola o alla crema ma ai gusti di zucchina, radicchio o addirittura di Barolo e Prosecco. Sono sempre di più gli italiani golosi alla ricerca di nuovi gusti in gelateria. Una tendenza che si accentua con l’ arrivo dell’ estate. Ogni anno, stima la Coldiretti, tra adulti e bambini, in Italia si mangiano oltre 15 chili di gelato a persona, per una spesa di 5 miliardi di euro.
Se la diagnosi e la cura sono di pertinenza medica, possiamo fare da soli qualcosa per individuare un’ intolleranza e ridurne l’ impatto. Basta introdurre qualche piccola variazione nell’ alimentazione quotidiana.
In questi ultimi anni, soprattutto nei paesi industrializzati, si è registrato un considerevole aumento delle intolleranze al cibo (intolleranze alimentari). Bisogna però distinguere tra allergie vere e proprie e intolleranze.
Intolleranza a latte, latticini e yogurt. Cibi sostitutivi che contengono calcio



















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