Mononucleosi o malattia del bacio: come si trasmette

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É una malattia infettiva e si chiama Mononucleosi o malattia del bacio e, contrariamente al nome, che potrebbe far pensare a qualcosa di romantico, non è solo questo la causa del contagio, bisogna fare molta attenzione anche a non utilizzare bicchieri o posate, poichè si trasmette attraverso la saliva.

Proprio per questo la Mononucleosi viene chiamata malattia del bacio, ma fanno la loro parte anche gli oggetti che vengono a contatto con la saliva, quindi, anche posate, bicchieri e stoviglie varie, anche se in percentuale molto minore. La Mononucleosi è un infezione causata da un virus che appartiene alla famiglia degli Herpesviridae, chiamato Epstein-Barr Virus (EBV).

È una malattia molto diffusa, un’infezione virale della quale spesso non ci si accorge, soprattutto se contratta nei primi anni di vita. Da adolescenti o adulti, viene sovente scambiata per una normale influenza, ma il quadro clinico cambia.

Fra i sintomi più frequenti della Mononucleosi, un mal di gola importante, le tonsille saranno coperte da una patina biancastra che rende difficoltosa e dolorosa la deglutizione dei cibi. Inoltre, febbre, cefalea, stanchezza, dolori addominali e muscolari, malessere generale e, spesso, aumento delle dimensioni della milza.

Anche se meno frequente, a distanza di alcuni giorni, può apparire sulla pelle di tutto il corpo, un esantema simile al morbillo, che può anche essere conseguente all’uso improprio di antibiotici della famiglia della penicillina.

La diagnosi di Mononucleosi avviene tramite particolari esami del sangue, che mostrano un aumento degli indici infiammatori, genericamente si riscontra una diminuzione dei neutrofili, un aumento dei linfociti e dei monociti. Nel caso di coinvolgimento di fegato e milza, ci sarà anche un aumento delle transaminasi e della bilirubina.

La Mononucleosi negli adolescenti, si manifesta dopo 3-6 settimane dal contagio, nei bambini l’incubazione è di 2-3 settimane. Per questi ultimi, spesso, non ci si accorge neppure, essendo asintomatica, ci vorrà qualche settimana, invece, per adolescenti e adulti.

L’unico disturbo che potrebbe durare ancora per qualche settimana, dopo la guarigione, è un senso di stanchezza generalizzata. Più difficile è se ci sono state complicanze con la milza ingrossata in seguito a un trauma o a uno sforzo, in questo caso occorre il ricovero ospedaliero.

Per curare la Mononucleosi, vengono utilizzati i classici antipiretici per abbassare le febbre, gli antibiotici nei casi in cui si sospetta sovrainfezione batterica. Soltanto nei casi più gravi (eccessivo ingrossamento delle tonsille o dei linfonodi e importanti complicanze) si fa ricorso ai corticosteroidei, sotto lo stretto controllo del medico.

Photo credit: mugley su Flickr

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