Perdere peso: in Gran Bretagna un nuovo metodo efficace, la scommessa
Nel Regno Unito sta prendendo piede un nuovo metodo per perdere peso: scommettere di riuscirci.
Sempre più persone si stanno convincendo che giocarsi dei soldi sulla capacità di dimagrire sia un deterrente più forte nei confronti del cibo.
E quindi si visita il sito web preposto, si scommette una certa cifra di riuscire a perdere una certa quantità di peso entro un determinato tempo. E la motivazione cresce.
In caso di mancato rispetto dell’ impegno, il denaro è sottratto dalla carta di credito e devoluto in beneficenza a scelta dello scommettitore.
UN INCENTIVO A DIMAGRIRE: A CHI DESTINARE I SOLDI PERSI
E qui subentra un altro sottile meccanismo psicologico che costituisce un ulteriore incentivo a dimagrire. Agli scommettitori sovrappeso viene chiesto di scegliere di destinare il denaro ad associazioni o istituzioni in contrasto con le loro idee: chi ad esempio si dichiara contro l’ aborto, decolverà i suoi soldi ad associazioni che lo sostengono. Successo o fallimento sono verificati e certificati da un “arbitro”.
L’ idea a dire il vero è nata negli Stati Uniti (possibilità di successo intorno all’85%) ma in Gran Bretagna, ha riferito la Bbc, ci sono già 1.000 affezionati all’ iniziativa.

Salute più fragile per i gemelli nati grazie alla fecondazione assistita. I piccoli figli della provetta, infatti, finiscono più spesso in un’ unità di terapia intensiva neonatale o ricoverati in ospedale rispetto ai gemelli concepiti naturalmente, nel corso dei primi 3 anni di vita. Per indagare sulla salute dei piccoli, ricercatori australiani e britannici hanno condotto uno studio ad hoc, pubblicato su Human Reproduction.
Parte con lo slogan “Automedicazione: l’ unica ricetta è l’ attenzione” una campagna realizzata da Anifa (Associazione nazionale dell’ industria farmaceutica dell’ automedicazione) in collaborazione con il ministero del Lavoro, della salute e delle politiche sociali e con il patrocinio della presidenza del Consiglio dei ministri. L’ iniziativa, che prevede la trasmissione di uno spot a partire dal 31 maggio e per tre settimane sulle principali reti televisive nazionali, mira a promuovere la riconoscibilità e l’ utilizzo responsabile dei medicinali da banco. La seconda parte della campagna è prevista in autunno sulla stampa nazionale.
Aumentano i disturbi psicosomatici da crisi, che ormai incidono sul 20-30% dell’attività quotidiana dei medici di famiglia, con differenze notevoli nelle diverse aree del Paese. Sempre più pazienti, infatti, si presentano dal camice bianco con forme d ‘ansia che si manifestano con mal di testa, dolori allo stomaco, colite o altri disturbi fisici.
Dopo le giornate di intenso calore appena trascorse, ecco dieci regole per difendersi dal caldo, proposte dal ministero del Welfare.
L’ estate arrivata in anticipo di un mese in Italia rende felici milioni di persone, ma rappresenta anche un grasso rischio per la salute. In preda all’ euforia, infatti, in tanti decidono di passare intere giornate al mare, sotto il sole caldo di questo maggio 2009, incuranti delle conseguenze che questa esposizione puo’ provocare su pelle e occhi.
Il gelato al posto del pranzo, ma anche a merenda e dopo cena. Non più solo al cioccolato, alla nocciola o alla crema ma ai gusti di zucchina, radicchio o addirittura di Barolo e Prosecco. Sono sempre di più gli italiani golosi alla ricerca di nuovi gusti in gelateria. Una tendenza che si accentua con l’ arrivo dell’ estate. Ogni anno, stima la Coldiretti, tra adulti e bambini, in Italia si mangiano oltre 15 chili di gelato a persona, per una spesa di 5 miliardi di euro.
“Bisogna abbandonare l’ inspiegabile rigidità degli orari, per cui i pasti vengono serviti ad ore improbabili, che nulla hanno a che vedere con le consuetudini del malato. Perché mai in ospedale si dovrebbe avere la prima colazione alle 6 del mattino, il pranzo alle 11 e la cena alle 6, quando in nessuna regione italiana si mangia a questi orari? E’ importante mantenere il più possibile i ritmi di vita della collettività da cui il paziente proviene per non farlo sentire confinato, aggiungendo così ulteriore peso al dramma della malattia e del ricovero“. Lo afferma Umberto Veronesi in un intervento sul Corriere della Sera.
L’ organismo si difende da virus e batteri attraverso gli anticorpi, proteine prodotte dai globuli bianchi in grado di riconoscere i potenziali agenti patogeni e renderli inoffensivi. Le sostanze estranee vengono dette antigeni e ogni volta che penetrano nel circolo sanguigno stimolano l’ organismo a produrre anticorpi specifici per facilitarne l’ eliminazione. 



















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