Progetto nazionale contro anoressia e bulimia

progetto nazionale contro anoressia bulimia italia disturbi alimentariAl via il primo progetto nazionale per contrastare l’emergenza sociale dell’anoressia, della bulimia e degli altri disturbi alimentari, che investono una percentuale crescente di italiani. Il progetto, che si avvale di risorse per circa un milione di euro, è stato sottoscritto dal Ministro della Salute, Livia Turco, e dal Ministro per le Politiche giovanili e le Attività sportive, Giovanna Melandri, nell’ambito del programma Guadagnare salute. I settori di intervento sono in particolare la scuola, i media, lo sport e la cosiddetta diet industry, con l’obiettivo di depotenziare i modelli culturali che rischiano di contribuire alla diffusione dei disturbi alimentari. “È vero che si tratta di disturbi di tipo psichiatrico - ha detto il ministro Meandri - ma si tratta di fenomeni che hanno anche uno stretto rapporto con il contesto culturale e sociale. Ci sono dunque dei fattori di rischio di tipo socio-culturale, a partire dalla sempre più diffusa domanda di un modello estetico di magrezza estrema”. Il progetto vede il coinvolgimento di scuole, mass-media e mondo dello sport, partirà dal mese di aprile. In Italia sono due milioni le vittime. Due i livelli di intervento in cui si articola il progetto. Il primo riguarda le buone pratiche di cura esistenti: attraverso una rete-osservatorio di 5 centri pubblici sentinella si elaborerà innanzitutto una mappa dei servizi di assistenza in Italia effettuando anche un monitoraggio delle tipologie di cura. Il ministro della salute Livia Turco ha sottolineato l’importanza che ci sia una rete nazionale per l’orientamento alla cura di queste patologie, perché il più delle volte le famiglie sono disorientate e non sanno a chi e quali sono i luoghi più appropriati cui rivolgersi per far curare i propri figli.

Il secondo livello riguarda la prevenzione, con iniziative mirate per le scuole (progetti di sensibilizzazione e formazione per docenti, ragazzi e genitori), i mass-media (anche con la creazione di un sito web per i ragazzi), lo sport (per la formazione degli insegnanti sportivi, soprattutto in alcuni settori come la danza e il mondo delle palestre a più alto rischio anoressia). L’obiettivo è anche arrivare ad un coinvolgimento delle industrie di prodotti dimagranti: si partirà con un monitoraggio dei messaggi, della tipologia di messaggi lanciati da questo tipo di aziende.

Il ministro Melandri ha anche ricordato il Manifesto anti-anoressia promosso con il mondo della moda, sottolineando come fosse già pronto un disegno di legge per trasformare gli impegni del Manifesto in obblighi vincolanti, a partire dall’età delle modelle non al di sotto dei 16 anni e la tutela della loro salute. Con la Camera nazionale della moda è stato deciso di istituire un Comitato di vigilanza che, già dalle prossime sfilate, verifichi che gli impegni presi con il precedente accordo siano attuati.

Fonte: Comunicato Stampa Ministerosalute.it

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